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Università, sì alla sanatoria sul numero chiuso

Grandi Notizie: il Parlamento (29/7/99) finalmente riconferma il numero chiuso ad Odontoiatria... e naturalmente sana coloro che erano stati iscritti provvisoriamente all'Università con un ricorso al TAR. Per la serie chiudere la stalla quando i buoi...

Via libera definitiva della Camera alla proposta di legge sull'accesso ai corsi universitari a numero chiuso. Ma soprattutto, via libera definitiva alla sanatoria per gli studenti universitari esclusi dal numero chiuso. Il provvedimento consente la regolarizzazione delle iscrizioni eseguite con riserva dagli Atenei a favore degli studenti che hanno ottenuto dal TAR ordinanza di sospensione dall'esclusione dai corsi (art.5). Se si considera che già la riforma della ex. L.471 introduce nel settore professionale dell’Odontoiatria, anche se previo il superamento di un esame di abilitazione, un numero imprecisato di medici precedentemente non legittimati all’esercizio di tale professione è probabile che nei prossimi anni assisteremo all’ingresso di alcune migliaia di nuovi professionisti portando così il numero degli esercenti l’Odontoiatria molto prossimo a 60.000. Di seguito è riportato il testo approvato alla Camera.

Anche se la notizia è datata vale la pena inoltre ricordare che la figura dell'Igienista dentale è stata legittimata quale libero-professionista.

 

Norme in materia di accessi ai corsi universitari

Articolo 1

  1. Sono programmati a livello nazionale gli accessi: a) ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in Odontoiatria e protesi dentaria, in architettura, nonché ai corsi di diploma universitario, ovvero individuati come di primo livello in applicazione dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni, concernenti la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,   n. 502, e successive modificazioni, in conformità alla normativa comunitaria vigente e alle raccomandazioni dell'Unione europea che determinano standard formativi tali da richiedere il possesso di specifici requisiti; b) ai corsi di laurea in scienza della formazione primaria e alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, di cui, rispettivamente, all'articolo 3, comma 2 e all'articolo 4, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341; c) ai corsi di formazione specialistica dei medici, disciplinati ai sensi del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257; d) alle scuole di specializzazione per le professioni legali, disciplinate ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398; e) ai corsi universitari di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università e nell'ambito della programmazione del sistema universitario, per un numero di anni corrispondente alla durata legale del corso.

Articolo 2

  1. Sono programmati dalle università gli accessi: a) ai corsi di laurea per i quali l’ordinamento didattico prevede l'utilizzazione dei laboratori ad alta specializzazioni, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di post-studio personalizzati; b) ai corsi di diplomi universitario, diversi da quelli di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a) per i quali l’ordinamento didattico prevede l’obbligo di tirocinio come parte integrante del percorso formativo, da svolgere presso strutture diverse dall’ateneo; c) ai corsi o alle scuole di specializzazione individuate dai decreti attuativi delle disposizioni di cui all'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni.

  2. Sono programmati dall’università di Trieste gli accessi al corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche con sede in Gorizia, in ragione dei particolari compiti di collaborazione trasfrontaliera e internazionale adempiuti in tale corso.

Articolo 3

  1. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, nell'emanazione e nelle modificazioni del regolamento di cui all'articolo 9, comma 4, della legge 19 novembre 1990, n. 341, come modificato dall'articolo 17, comma 116, della legge 15 maggio 1997, n. 127, si conforma alle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge e si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) determinazione annuale, per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b) , del numero di posti a livello nazionale con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentiti gli altri Ministri interessati, sulla base della valutazione dell'offerta potenziale del sistema universitario, tenendo anche conto dei fabbisogni professionali; b) ripartizione dei posti di cui alla lettera a) tra le università, con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, tenendo conto dell'offerta potenziale comunicata da ciascun ateneo e dell'esigenza di equilibrata attivazione dell'offerta formativa sul territorio; c) determinazione da parte delle università dei posti relativi ai corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), nonché di cui all'articolo 2, previa valutazione della propria offerta potenziale; d) previsione di attività di informazione e orientamento degli studenti da parte degli atenei e del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, introduzione graduale dell'obbligo di preiscrizione alle università, monitoraggio e valutazione da parte del citato Ministero dell'offerta potenziale degli atenei.

  2. La valutazione dell'offerta potenziale, al fine di determinare i posti disponibili di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 1, é effettuata sulla base: a) dei seguenti parametri: 1) posti nelle aule; 2) attrezzature e laboratori scientifici per la didattica; 3) personale docente; 4) personale tecnico; 5) servizi di assistenza e tutorato; b) del numero dei tirocini attivabili e dei posti disponibili nei laboratori e nelle aule attrezzate per le attività pratiche, nel caso di corsi di studio per i quali gli ordinamenti didattici prevedono l'obbligo di tirocinio come parte integrante del percorso formativo, di attività tecnico-pratiche e di laboratorio; c) delle modalità di partecipazione degli studenti alle attività formative obbligatorie, delle possibilità di organizzare, in più turni, le attività didattiche nei laboratori e nelle aule attrezzate, nonché dell'utilizzo di tecnologie e metodologie per la formazione a distanza.

Articolo 4

  1. L'ammissione ai corsi di cui agli articoli 1 e 2 é disposta dagli atenei previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base di programmi della scuola secondaria superiore , e di accertamento della predisposizione per le disciplina oggetto dei corsi medesimi, con pubblicazione del relativo bando almeno sessanta giorni prima della loro effettuazione, garantendo altresì la comunicazione dei risultati entro i quindici giorni successivi allo svolgimento delle prove stesse. Per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b) , il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica determina con proprio decreto modalità e contenuti delle prove di ammissione, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.

  2. I requisiti di ammissione alle tipologie di corsi e titoli universitari, da istituire con le procedure di cui all’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, e successive modificazioni, in aggiunta o in sostituzione a quelli previsti dagli articoli 1, e, 3, comma 1, e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n.341, sono determinati dai decreti di cui al citato articolo 17, comma 95, della legge n.127 del 1997, i quali comunque non possono introdurre fattispecie di corsi ad accesso programmato ulteriori rispetto a quanto previsto dalla presente legge.

Articolo 5

  1. Sono regolarmente iscritti ai corsi universitari per il rilascio dei titoli di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a) e b), della legge 19 novembre 1990, n.341, gli studenti nei confronti dei quali i competenti organi di giurisdizione amministrativa, anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano emesso ordinanza di sospensione dell’efficacia degli atti preclusivi della iscrizione ai predetti corsi. Sono validi ai sensi e per gli effetti della legislazione universitaria gli esami sostenuti dagli studenti dagli studenti di cui al presente articolo.

  2. Sono altresì regolarmente iscritti ai corsi universitari di cui al comma 1 gli studenti che siano stati comunque ammessi dagli atenei alla frequenza dei corsi dell’Anno Accademico 1998-1999 entro il 31 marzo 1999.

  3. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera e), acquistano efficacia a decorrere dall’Anno Accademico 2000-2001.

  4. Fino alla data di entrata in vigore di specifiche modificazioni del regolamento adottato con decreto del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 21 luglio 1997, n.245, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.175 del 29 luglio 1997, le università determinano i posti per i corsi si cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), e comma 2, conformandosi ai criteri di cui    all’articolo   3,   comma 2, e disponendo prove   d’ammissione  ai   sensi   dell’articolo    4,   comma 1.        INIZIO PAGINA

 















SETTEMBRE 1999


Crisi al vertice ANDI.

L'esecutivo ANDI si presenta dimissionario all'assemblea del 3 Ottobre, appositamente convocata per nominare un nuovo esecutivo. La crisi sarebbe stata determinata da problemi interni all'Esecutivo. Il condizionale è determinato dall'assenza o dalla non diffusione, allo stato delle cose, di un documento ufficiale associativo in merito. Lo stesso bollettino nazionale ANDI non riporta alcuna notizia di ciò.

 

Convocata l'Assemblea dei responsabili di Fondo Dentisti.

Il 18 settembre è convocata a Bologna l'assemblea dei responsabili di FondoDentisti, il fondo di pensione integrativa creato dall'ANDI e presieduto dal dr. Luigi Daleffe (ex Presidente ANDI). In tale sede dovranno essere definite le linee di azione per la promozione e lo sviluppo di questa importante iniziativa di tutela del futuro pensionistico.

 

Nuove norme sulla Privacy.

Approvato il Decreto legislativo 30 luglio 1999, n.282 "Disposizioni per garantire la riservatezza dei dati personali in ambito sanitario (G.U. 191 del 16/8/1999). Spetta al medico di base raccogliere il consenso, scritto, al trattamento dei dati sensibili. Il consenso dato al medico di base è esteso a tutte le prestazioni sanitarie svolte dalle strutture del SSN o convenzionate. Per le prestazioni svolte in regime di libera professione (ad es. il dentista) il consenso di cui sopra va invece raccolto, in forma scritta, dal singolo professionista o da qualificato personale assistente. Il consenso al trattamento dei dati, una volta concesso resta valido sino a revoca (consenso una tantum).
Va invece precisato che il consenso alle cure (consenso informato) resta comunque obbligatorio in tutti i casi, specifico per ciascun intervento e non delegabile.


In arrivo nuovi controlli fiscali.

In arrivo 6200 verifiche fiscali da effettuarsi su 1.042.049 soggetti fiscali; nel numero sono compresi anche 30.215 studi odontoiatrici. Viene da domandarsi come mai gli studi odontoiatrici noti al fisco siano solo 30 mila. Ad ogni buon conto, pur essendo le possibilità di verifica statisticamente scarse, vale la pena prendere visione del "manuale" emanato dal Ministero delle Finanze in materie di verifiche fiscali; il Ministero ha emanato linee guida specifiche per le verifiche a carico di ciascuna categoria. Esiste quindi uno specifico documento sugli studi odontoiatrici; tale documento può essere reperito sul sito del ministro delle Finanze ( www.finanze.it ).

 

Parte la riforma Sanitaria.

Entro i primi di ottobre le regioni dovranno emanre le norme per la definizione dei termini e delle modalità per le autorizzazioni di apertura delle strutture sanitarie. Tali norme conterranno i requisiti minimi per l'attivazione delle strutture sanitarie. In base alle dichiarazioni politiche raccolte e diffuse dalle associazioni di categoria (ANDI) gli studi professionali odontoiatrici dovrebbero essere esclusi dal regime autorizzatorio.

 

La Corte dell'UE conferma la "neutralità fiscale" dei guadagni degli abusivi.

Ogni guadagno proveniente da fonte illecità non può essere tassato ma solo sottoposto a confisca, tale principio vale anche per i "redditi" degli abusivi, anche se di fatto tale confisca non risulta essere mai avvenuta. Il 6 dicembre 1994 la Direzione regionale per le entrate dell'Emilia Romagna (nota n.39950) aveva contestato la non applicazione dell'IVA alle prestazioni odontoiatriche rese in modo abusivo. Il presupposto logico era che l'esenzione dal regime IVA poteva essere applicata nel caso in cui a rendere tale prestazione fosse un professionista legittimato. Tale supposta violazione del regime IVA era stata stata contestata più o meno sistematicamente in tutti gli accertamenti fiscali operati presso studi ove si esercitava abusivamente l'Odontoiatria.
La Corte di Giustizia UE (causa C 283/95 - Fischer) nella sentenza data 11 luglio 1998, pur in tema diverso da quello in oggetto, ha sancito un principio di neutralità fiscale dal quale discende che alle attività illecite si applica lo stesso trattamento IVA previsto per le stesse attività esecitate legittimamente.
Il Ministero delle Finanze ne ha preso atto con la circolare 176/E del 9 agosto '99. I guadagni illeciti degli abusivi restano quindi esenti da ogni possibile tassazione.
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OTTOBRE 1999

In arrivo aumenti contributivi per i lavoratori autonomi.

Secondo il settimanale Panorama sarebbero in arrivo aumenti contributivi a carico dei lavoratori autonomi e parasubordinati nella misura, rispettivamente, del 2% e del 8%. Se questo indirizzo del Governo fosse confermato, tale onere verrebbe quasi sicuramente esteso anche agli iscritti alle casse previdenziali autonome quale l'ENPAM; se tale notizia sarà confermata nel prossimo futuro, anche in relazione all'abbassamento dell'età pensionabile determinato dalla riforma sanitaria, è da considerarasi probabile un aumento dei contributi ENPAM dal 12,50% al 14,50%.


Eletto il nuovo Vertice dell'ANDI.

Crisi risolta? Il collega Paolo Amori è stato eletto sabato 2 ottobre Presidente Nazionale dell'ANDI in un'assemblea il cui clima era teso anche se composto. Amori ha riportato 305 voti contro i 248 riportati dal Presidente uscente Oscar Carli. Tutta la lista proposta da Amori è stata eletta. Data la piccola differenza di voti tra i due candidati, è comunque evidente il permanere di un forte dissenso interno.

 

Pubblicità Sanitaria, libertà di inserzione.

Con l'approvazione definitiva da parte della Commissione XII del Senato è stata approvata una modifica della L.175 che consente ai professionisti ed alle strutture di far pubblicare sulla stampa periodica e giornaliera degli spazi pubblicitari. Tali spazi dovranno contenere le diciture previste dalle autorizzazioni rilasciate dagli ordini professionali, per i professionisti, o dalle regioni, per gli ambulatori. La norma appena approvata non consente ovviamente le pubblicità, tantomeno comparative, né la pubblicizzazione di tariffe. Va però detto che le sanzioni, per una precedente modifica della L.175, sono state fortemente ridimensionate.

 

Ex L.471.  In arrivo il Decreto interministeriale.

Sarebbe in arrivo il decreto interministeriale che, dopo l'abrogazione della L.471 (in seguito ad uno sfavorevole pronunciamento della Corte di giustizia UE) servirà a regolarizzare la posizione di quei medici che, immatricolati a Medicina e chirurgia tra il 1980 ed il 1985 ed iscritti all'Ordine entro il 31/12/1991(ossia dopo l'entrata in vigore della L.409), erano stati ammessi all'esercizio dell'Odontoiatria. Il numero dei beneficiari della L.471 è stimato in 5 mila. La norma che dovrebbe chiudere questo contenzioso con l'Unione europea (Dlgs 386/98) prevede che questi soggetti debbano sostenere un esame di "abilitazione" secondo le norme che l'emanando decreto dovrebbe dettare. Questa "sanatoria" è stata però estesa a tutti i medici immatricolati a Medicina e chirurgia tra il 1980 ed il 1985 e non più solo a quelli che si erano anche iscritti all'Ordine entro il 31/12/1991; pertanto è probabile che il numero di 5000 debba essere sensibilmente rivisto.
L'esame, in base alle notizie disponibili, si basa su quiz a risposta multipla, esame orale da parte di una commissione sulle materie specifiche e valutazione del curriculum. I quiz saranno predisposti dal Ministero della Sanità, per accedere all'esame orale bisognerà rispondere correttamente almeno alla metà. La commissione che accerterà l'idoneità sarà provinciale e composta da un membro designato dal Ministero della Sanità, uno dall'Università e tre dall'Ordine tra gli iscritti all'Albo Odontoiatri. Per ciò che riguarda il curriculum nulla è detto di quale peso assuma rispetto agli altri due elementi di valutazione.

 

Cancro orale: 15 mila morti tra il 1992 ed il 1994 in Italia.

Il Cenacolo odontostomatologico italiano e la Sipmo (Società italiana di patologia e medicina orale) hanno promosso una campagna (Predica) per la diagnosi tempestiva e la prevenzione del cancro orale che coinvolga odontoiatri e pazienti. Il progetto è partito il 9 settembre con un corso di formazione per gli odontoiatri con 300 conferenze su tutto il territorio.  


  

Istituita l’Agenzia regionale per la Sanità pubblica.

L'agenzia avrà il compito di guardare nelle pieghe della sanità regionale, di correggere quello che non va, di garantire la piena trasparenza per qualità e costi. La sua azione è rivolta sia agli ospedali pubblici sia alle strutture private che lavorano con il servizio sanitario pubblico. Saranno controllati la qualità dei servizi offerti e proposte eventuali revisioni, saranno studiati   modelli innovativi di gestione e di educazione alla salute. La ASP avrà anche il compito di valutare la congruità delle spese effettuate. L'Agenzia sanitaria sarà gestita da un consiglio di amministrazione di cinque membri, in carica cinque anni e nominati dal Consiglio regionale. Lo stesso Consiglio regionale nominerà il direttore generale, esaminerà la sua relazione annuale e la trasmetterà alla Giunta con un parere.

 

Accesso ad Odontoiatria indiscriminato.

L'AISO (Associazione Italiana Studenti in Odontoiatria) prepara il ricorso. Dopo l'emanazione della sanatoriaper coloro che erano stati ammessi ad Odontoiatri tramite i ricorsi al TAR, l'AISO sta presentando un ricorso alla Corte di Giustizia europea. Non c'è notizia di analoghe iniziative da parte delle associazioni sindacali di categoria. L'AISO, in quanto organizzazione studentesca ha pochissimi fondi, necessita quindi di un aiuto finanziario in materia. Per aderire rivolgersi a Marco De Benedictis  La sanatoria appena avvenuta non si annuncia come l'ultima possibile. vai alla pagina INIZIO PAGINA


















IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITÀ SULL'AMALGAMA DENTALE

Pubblichiamo la risposta che recentemente è pervenuta alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) in merito ad una richiesta di parere sull'uso del materiale, dopo che una trasmissione di RAITRE dell'Ottobre 1998 lo aveva fortemente criticato.
I passaggi più importanti evidenziano che:

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il   Consiglio esprime un parere che non è vincolante in alcun modo, essendo questo solo  un organo consultivo

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l'incidenza di allergia al mercurio è in aumento, ma non sembra per colpa dell'amalgama

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gli esami tossicologici normalmente eseguiti non sono affidabili

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non vi è relazione alcuna tra amalgama e sclerosi multipla

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l'amalgama è da evitare in donne in stato interessante, bambini e persone affette da nefropatie.

Ed ora passate a leggere direttamente la relazione   INIZIO PAGINA